storia_odontoiatrica


La paura del dentista accompagna, e spesso complica, la seduta odontoiatrica. Che cosa temiamo? Ciò che non conosciamo. E pur con diverse sfumature, questo stato emotivo genera la ben nota ansia da dentista. Un “rumore”, un “fastidio” di fondo che ci allerta e talora ci confonde.

Possiamo dire che aprire la propria bocca è molto simile ad aprire la porta di casa…chi bussa? Chi vuole entrare? A chi decido di aprire? Chi lasciamo entrare nella nostra casa? Solo le persone di cui ci fidiamo! Così come la nostra casa nasconde significati ed emozioni che vanno oltre a ciò che si vede, anche il nostro cavo orale è testimone di un vissuto che va oltre alla funzione e all’estetica.

Nella misura in cui un odontoiatra abbandona i panni del puro tecnico e si pone di fronte al paziente come una persona, riesce a creare un ambiente terapeutico fondato sull’empatia (intesa come prendersi cura della sofferenza, in senso lato), liberando il paziente dalla paura e lasciando una nuova sensazione positiva dopo la seduta.

Pensavo che la mia bocca fosse una parte ‘staccata’ dal mio corpo. Oggi a 45 anni un Odontoiatra, un vero medico, mi ha fatto capire che il dolore provato aveva generato una tale paura da farmi rifiutare ogni cura. Mi sono curato i denti e attraverso il rapporto di fiducia ho recuperato una parte del mio corpo. Oggi sono più libero.

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